Una confessione
Tutto è partito da un senso di colpa. Quello vago, strisciante, che si accumula sul comodino insieme ai libri che compri, annuisci soddisfatto mentre torni a casa, e poi non apri mai.
La soluzione ovvia sarebbe stata prendere uno di quei libri e leggerlo. Invece — con la coerenza logica che mi contraddistingue — ho deciso di costruire una visualizzazione interattiva dei dati sui prestiti delle biblioteche comunali di Milano.
La razionalizzazione è stata immediata: mi sto avvicinando alla lettura. Sto studiando chi legge, cosa legge, quando lo legge. È ricerca. È cultura. È certamente meglio che guardare Netflix — anche se, a pensarci bene, ha richiesto un tempo comparabile a quello di una stagione completa.
Nel frattempo, scorrendo i dataset del Comune di Milano, ho incontrato centinaia di titoli e autori che non conoscevo. Libri che mi hanno incuriosito, nomi che ho annotato, classifiche mensili che ho analizzato con un'attenzione che raramente ho dedicato a un testo stampato. Non si può dire che non abbia da leggere. Anzi: la lista è cresciuta in maniera inversamente proporzionale al numero di libri effettivamente letti.
Il Comune di Milano pubblica i dati sui prestiti bibliotecari in formato aperto. Sono dati puliti, ricchi, e stranamente affascinanti: rivelano gusti collettivi, abitudini stagionali, differenze tra quartieri. Sono anche un promemoria puntuale di quante persone, ogni mese, trovano il tempo di andare in biblioteca e leggere un libro. Cose che io, per ora, ho sublimato in grafici a barre.
"La procrastinazione è l'arte di sembrare produttivi mentre si fa esattamente quello che si vuole." — Giacomo, a se stesso
Questo progetto non mi ha fatto leggere di più. Ma mi ha fatto capire che Milano legge parecchio, che la Sormani è un posto straordinario, e che esistono libri su ogni argomento immaginabile — incluso, probabilmente, un saggio sulla procrastinazione che non leggerò mai.
Nel frattempo, se voleste esplorare cosa legge Milano — e magari trovare il prossimo libro che non leggerete — siete nel posto giusto.
Giacomo